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Dal 1° ottobre l'UAMI non accetterà più richieste di registazione di marchi troppo ampie o vaghe

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Tags: marchi ue

La decisione dell'UAMI fa seguito alla sentenza "IP Translator" del 19 giugno 2012 (causa C-307/10), con la quale la Corte di Giustizia UE ha affermato che "i prodotti o i servizi per i quali è richiesta la tutela mediante il marchio siano identificati dal richiedente con chiarezza e precisione sufficienti a consentire alle autorità competenti e agli operatori economici, su questa sola base, di determinare la portata della tutela conferita dal marchio".

L'UAMI utilizzerà la facoltà, ai sensi dell'articolo 4 (1b) del Protocollo di Madrid, di opporsi ai termini che ritiene troppo ampi o troppo vaghi e che difettano in chiarezza e precisione ("L’indicazione delle classi di prodotti e di servizi prevista nell’articolo 3 non impegna le parti contraenti per quanto riguarda la valutazione dell’estensione della protezione del marchio").

L'UAMI suggerisce l'utilizzo di strumenti di supporto come TMclass, la banca dati armonizzata che permette di individuare la classe merceologica a cui appartiene un determinato prodotto o servizio, che potrà aituare, dunque, nella corretta stesura della richiesta di registrazione.

Maggiori informazioni sul cambiamento della prassi seguita potranno essere trovate sulle linee guida dell'UAMI di recente aggiornate nella sezione marchi internazionali parte M. Mentre per informazioni dettagliate sui criteri di classificazione è possibile consultare la parte B sezione 3.