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Acronimo nel marchio descrittivo posteriore: secondo la Corte di Giustizia può esserci un rischio di confusione

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Con la sentenza 22 ottobre 2015 (causa C-20/14), la Corte di Giustizia UE ha riconosciuto la possibilità per il pubblico di riferimento di un rischio di confusione “tra un marchio anteriore composto da una sequenza di lettere, che ha carattere distintivo e che costituisce l’elemento dominante di tale marchio dotato di media forza identificativa, ed un marchio posteriore che riproduce la medesima sequenza di lettere alla quale viene aggiunto un sintagma descrittivo composto da parole le cui iniziali corrispondono alle lettere di tale sequenza, sicché quest’ultima viene percepita da tale pubblico come l’acronimo del suddetto sintagma”.