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La Corte di Giustizia si pronuncia sui diversi gradi di somiglianza tra i segni in conflitto richiesti dal regolamento sul marchio comunitario

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La Corte di Giustizia UE, con la sentenza del 10 dicembre 2015 (procedimento C-603/14 P), ha deciso per l’annullamento della sentenza del Tribunale UE, con rinvio dinanzi al medesimo, ritenendo che sia stato commesso un errore di diritto nella parte in cui con essa si è statuito che, “dalla circostanza che i segni in conflitto non presentano un grado di somiglianza sufficiente per comportare l’applicazione dell’art. 8, paragrafo 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009 sul marchio comunitario, deriva che, nel caso di specie, non sussistevano nemmeno le condizioni per l’applicazione del paragrafo 5 di tale articolo”.