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Tutela dei marchi, la WIPO lancia un allarme per gli effetti della liberalizzazione dei nomi a dominio

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La WIPO ha manifestato recentemente tutta la sua preoccupazione per gli effetti sulla tutela dei marchi della recente introduzione di nuovi domini Internet di primo livello. Sono infatti previsti oltre 1400 nuovi domini di cui oltre 160 sono già stati approvati dall’ICANN, l’agenzia no profit che li gestisce a livello mondiale.

Il Direttore Generale WIPO Francis Gurry ha affermato in una conferenza stampa il 13 marzo:

L'espansione senza precedenti del nome dello spazio di dominio Internet, fino ad ora dominato da .com e una manciata di altri domini generici di primo livello (gTLD), rischia di compromettere le strategie esistenti per la protezione del marchio sul web: i proprietari di marchi si troveranno di fronte a una notevole incertezza da questa rivoluzione del Domain Name System (DNS), per cui a parità budget di protezione saranno costretti a rivedere le proprie priorità in termini di registrazione e protezione delle scelte. Al momento non siamo in grado di determinare l’entità dell'impatto, ma è probabile che sia significativo e dirompente.

La WIPO ricorda come il suo Centro di mediazione e arbitrato abbia visto un aumento significativo del numero di domini coinvolti in controversie scorso anno e che l’11 febbraio ha ricevuto il suo primo caso di disputa di uno dei nuovi domini di primo livello approvati dalla ICANN, in particolare il DNS .bici.

Infatti la liberalizzazione domini, com’era prevedibile, ha destato reazioni sia positive che negative: se da un lato sono innegabili le prospettive per le aziende di ottenere una sempre maggiore visibilità sul web, dall’altra i rischi paventati dalla WIPO, dal domain grabbing al cybersquatting, non sono da sottovalutare.

Quello che è certo è che nel corso degli ultimi mesi si è verificata una vera e propria corsa alla registrazione da parte delle più grandi aziende nel registrare domini di primo livello altamente caratterizzanti, con il duplice obbiettivo da un lato di proteggere il proprio marchio, dall’altro di accaparrarsi un dominio di primo livello che possa essere collegato a progetti remunerativi.
Alla corsa non mancano aziende del calibro di Apple, Microsoft, Amazon e Google, che si sono immediatamente fatti avanti per registrare domini di primo livello come .apple, .microsoft, .xbox, .hotmail, .windows, .skype, .office, .docs, .bing, .amazon, .play, .kindle, .google, .youtube, .gmail, .android. A questo indirizzo è possibile consultare l’elenco completo dei nuovi domini finora registrati.

Come detto la gestione dei domini a livello mondiale è affidata dal 1998 all’ICANN, un’agenzia no profit ma di fatto controllata dal governo degli USA. Ed è notizia di questi giorni che Il governo guidato da Obama ha annunciato di essere pronto ad abbandonare il suo ruolo centrale nell’assegnazione dei nomi e dei domini a favore di una governance globale e condivisa. Un passo che rappresenta una svolta richiesta da tempo dall’Unione Europea con l’intento di ridimensionare l’eccessiva capacità degli USA di controllare la rete.