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Tutela dei marchi, l'assegnazione dei domini .vin e .vino sospesa per due mesi

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Diversi giorni fa avevamo segnalato i timori espressi dalla WIPO riguardo alle problematiche che stanno sorgendo a seguito della liberalizzazione dei domini di primo livello generico (gTLD) messa in atto dalla ICANN.

Uno degli esempi emblematici, che ha sollevato numerose discussioni, è quello dei domini di primo livello ".vin" e ".vino", per i quali vi è il timore che, in caso di concessioni affrettate, gli utenti di internet possano essere ingannati da siti che portano il nome di vini noti ma che in realtà non hanno nulla a che fare coi legittimi prodotti.

Oggi la Commissione europea commenta con favore la decisione di sospendere, per ora per due mesi, l'assegnazione di questi due domini strategici per dare tempo agli interessati di intavolare dei negoziati che portino alla tutela dei diritti e degli interessi di tutte le parti.

La decisione è stata presa a seguito dei "caldi" suggerimenti sull'argomento forniti dal Comitato consultivo governativo (GAC), l'organismo di rappresentanza dei governi all'interno dell'ICANN che fornisce a quest'ultimo pareri su questioni di interessi per gli stati, il quale, nel recente incontro a Singapore il 27 marzo, si è espresso in questo tenore soprattutto su impulso della Commissione europea e degli Stati membri.

La Commissione ritiene che questo rinvio vada nella giusta direzione in quanto, un settore economicamente importante e con numerosi marchi collettivi DOP e IGP a garantire la qualità e la tradizione delle produzioni, deve essere protetto da qualsiasi iniziativa che ne metterebbe a rischio l'integrità anche a danno dei consumatori.

Ciò, d'altra parte, riflette anche l'obbligo dell'ICANN di garantire che l'interesse pubblico a livello mondiale sia salvaguardato nell'attuazione del suo programma di liberalizzazione dei gTLD, promuovendo soluzioni che bilancino i diritti di tutte le parti interessate: per questi motivi i nuovi gTLD ".vino" e ".vin" non potranno essere concessi fino a quando non si avrà la certezza che i diritti e gli interessi dei produttori e dei consumatori non siano debitamente tutelati andando oltre la logica di assegnazione ai migliori offerenti.

Ora, afferma ancora la Commissione europea, si continuerà a monitorare la situazione da vicino per assicurare che il problema sia risolto in modo soddisfacente. In tale contesto viene accolta con favore la raccomandazione, fatta dal Comitato di programma (NGPC) al Consiglio dell'ICANN stesso, a considerare le grandi implicazioni su questioni giuridicamente complesse e politicamente sensibili come quella sollevata dai membri del GAC, compresa il fatto se ICANN sia il luogo giusto per la risoluzione di questi problemi, o se ci siano sedi più adatte.