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Contraffazione, parte la campagna di sensibilizzazione dell'ONU

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L'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) ha lanciato oggi una importante campagna di sensibilizzazione contro il traffico di merci contraffatte, i cui proventi, stimati in circa 250 miliardi di dollari l'anno, sono un'importante fonte di reddito per la criminalità organizzata in tutto il mondo.

La campagna, dal titolo “Don’t Buy Into Organized Crime”, ha lo scopo di educare i consumatori a non acquistare prodotti falsi che supportano la criminalità organizzata. Non solo, i prodotti contraffatti sono spesso difettosi e possono essere addirittura pericolosi.

Nella sua comunicazione l'UNDOC cita come esempi di merci pericolose, pneumatici, airbag, parti di aerei, prodotti elettronici, giocattoli e, non ultimo, il settore dei farmaci la cui contraffazione genera un business enorme.

Comunque, informa ancora UNDOC, la stragrande maggioranza delle contraffazioni riguardano beni che non presentano rischi per la salute come abbigliamento, cosmetici, gioielli e orologi e tutto il mondo della pirateria digitale dai film alla musica ai giochi.

Altre preoccupazioni legate alla contraffazione includono lo sfruttamento del lavoro e il traffico di migranti: lavoratori a basso reddito e migranti, spesso illegali, sono costretti a vendere merci contraffatte con poco vantaggio per loro e molto per chi organizza queste reti di vendita.

Spiega infine l'UNDOC che

In confronto ad altri reati come il traffico di droga, la produzione e la distribuzione di merci contraffatte rappresentano un'opportunità low-risk/high-profit per i criminali. La contraffazione alimenta le attività di riciclaggio di denaro e incoraggia la corruzione, ma ci sono anche prove di coinvolgimenti o sovrapposizioni con il traffico di droga e altri reati gravi.