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Operazione Ermis: successo dell'anticontraffazione europea grazie alla cooperazione tra uffici

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Oltre 70.000 prodotti contraffatti sono stati sequestrati nel corso di una importante operazione doganale dal nome in codice "ERMIS". L'operazione, effettuata in modo congiunto dall'amministrazione doganale greca e l'Ufficio europeo di lotta antifrode (OLAF) e che ha coinvolto anche esperti doganali della Commissione, nonchè Montenegro, Serbia e Turchia, si è concentrata su spedizioni postali e tramite corrieri di modesta entità al fine di identificare i prodotti contraffatti.

I risultati di questa operazione sono stati presentati ad una riunione ad Atene e sono stati resi pubblici ieri in tutta Europa.

Algirdas Šemeta, commissario responsabile per le dogane e la lotta antifrode, ha dichiarato che

L'operazione ERMIS ha mostrato, ancora una volta, il grande valore aggiunto di lavorare insieme per combattere i rischi più comuni circa i prodotti contraffatti ai danni dei nostri consumatori e a svantaggio delle nostre imprese. Una forte cooperazione, un efficiente lo scambio di informazioni e azioni mirate, che coinvolgono tutte le autorità di controllo, sono essenziali per affrontare il commercio dei falsi. Questa operazione ha fatto proprio questo, e il grande risultato ottenuto dimostra che è la strada giusta.

L'operazione ERMIS è stata effettuata nel marzo 2014 attraverso una intensificazione dei controlli sui pacchi che entrano nell'UE da paesi terzi, via posta. Nell'ambito del corso dell'operazione, oltre 70.000 articoli contraffatti sono stati sequestrati. Le merci sono di natura diversa dai telefoni cellulari, agli occhiali da sole ai pezzi di ricambio per veicoli, ai medicinali e agli altri prodotti farmaceutici. La maggior parte delle merci provenivano dall'Estremo Oriente.

Questi prodotti contraffatti, oltre al danno economico per le imprese, possono rappresentare un rischio per i consumatori europei, in quanto tendono a non essere prodotti in linea con la legislazione sulla salute e la relativa sicurezza.

Va sottolineato anche che in circa 200 casi le merci sono stati rilasciati dai funzionari della dogana a causa della mancanza di cooperazione da parte dei titolari dei diritti, che hanno proceduto con l'identificazione delle merci: la collaborazione delle aziende interessate è essenziale per il successo di tali operazioni doganali in quanto solo i titolari dei diritti possono attestare che i prodotti sequestrati non sono autentici.