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La Commissione UE avvia una consultazione pubblica sulla protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti non agricoli

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Come noto una indicazione geografica (IG) identifica il relativo prodotto come proveniente da un paese, da una regione o da una località in cui una determinata caratteristica, da cui in genere deriva la sua qualità, è legata appunto alla sua provenienza. Tali informazioni consentono di evitare di trarre in inganno i consumatori circa l'origine delle merci e di fronteggiare i fenomeni di contraffazione e concorrenza sleale.

Mentre per i prodotti agricoli l'IG può essere tutelata a livello UE tramite i relativi strumenti (DOP e IGP), per i prodotti non agricoli come ad esempio ceramica, marmo, posate, scarpe, arazzi, strumenti musicali, non è prevista una protezione a livello UE, ma solo, in alcuni casi, dalle legislazioni nazionali.

Ricordiamo che l'Unione Europea è vincolata da regole di tutela geografiche nell'ambito del trattato TRIPS, che coinvolge tutti i 159 membri dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO), e copre sia i prodotti agricoli e non agricoli. Alcuni membri dell'WTO, tra cui 14 Stati  dell'UE, hanno una legislazione specifica in materia di protezione delle IG per prodotti non agricoli.

Il sistema di protezione delle IG per i prodotti agricoli UE è generalmente considerato una storia di successo, come illustrato da un recente studio commissionato dalla Commissione europea: ha portato benefici tangibili per i consumatori e per i produttori, per i primi attraverso informazioni dettagliate sui prodotti e per la garanzia di qualità, per i secondi margini di profitto più stabili, una visibilità maggiore, l'accesso a nuovi mercati, l'accesso ai fondi di promozione e gli aiuti agli investimenti. La protezione delle IG aiuta anche a mantenere le infrastrutture locali e l'occupazione, soprattutto nelle zone più povere, a vantaggio della società nel suo complesso.

Michel Barnier, commissario europeo per il mercato interno ed i servizi ha dichiarato:

L'Unione europea è ricca di prodotti realizzati sulla base di conoscenze e metodi di produzione tradizionali, che sono spesso radicati nel patrimonio culturale e sociale di una particolare regione geografica, dal cristallo di Boemia al tartan scozzese, al marmo di Carrara. Questi prodotti costituiscono non solo un patrimonio di conoscenze e competenze in Europa, ma hanno anche un notevole potenziale economico, che non può essere sfruttare appieno. Estendere la tutela GI a livello UE a tali prodotti potrebbe portare notevoli vantaggi potenziali per le PMI e per le regioni europee. Ciò potrebbe aiutare a preservare il nostro patrimonio unico e diverso e contestualmente dare un contributo significativo all'occupazione e alla crescita europea.

La consultazione avverrà sul libro verde redatto sull'argomento. Il libro è composto di due parti. La prima parte riguarda gli attuali mezzi di protezione forniti a livello nazionale e a livello UE e dei potenziali benefici economici, sociali e culturali che potrebbero essere raggiunti da una migliore protezione delle IG nell'UE. La seconda parte tratta di questioni più tecniche per raccogliere i pareri delle parti interessate sulle possibili modalità con cui realizzare la protezione.

Tutte le parti interessate - dai consumatori ai produttori e distributori agli enti locali - sono invitate ad inviare i loro commenti e suggerimenti a partire dal 28 ottobre 2014. La Commissione pubblicherà l'esito della consultazione e ne terrà conto nel valutare eventuali iniziative legislative.