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La Nuova Zelanda riduce l'ambito di brevettabilità del software

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Tags: brevetti - software

A ben 5 anni dalla prima bozza e al termine di un acceso dibattito, la Nuova Zelanda ha approvato la riforma del sistema dei brevetti in ambito software: con 117 voti favorevoli e appena 4 contrari il Parlamento neozelandese ha approvato il testo della legge. L'ampio consenso trova riscontro anche tra la gente comune: un recente sondaggio aveva evidenziato che il 94% degli utenti era favorevole alla riforma del sistema dei brevetti per il software.

La nuova legislazione afferma che un software “non è un’invenzione di per sé": solo se apporta una nuova soluzione o un nuovo processo allora sarà brevettabile.
La nuova legge si prefigge in questo modo di combattere quella pratica alquanto dannosa per il mondo della tecnologia e dell'innovazione dei cosiddetti “patent troll”, ovvero quel sottobosco di aziende e studi legali che inseguono accordi extra-giudiziari con le corporation dopo aver acquisito "a pioggia" brevetti simili a quelli usati dalle potenziali vittime.
In Nuova Zelanda le maggiori compagnie di software sono favorevoli alla riforma in quanto, a loro dire, sviluppare sortware senza rischiare di incorrere in qualche violazione, vera o presunta, è sempre più complicato e questo non fa che nuocere agli investimenti e all'innovazione.