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Brevetti, continuano gli scontri tra i big della tecnologia

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Tags: brevetti

Si susseguono a ritmo incessante le notizie sugli scontri in materia di brevetti tra le multinazionali dell'IT, cause vinte e perse, accordi siglati, minacce e promesse di nuove iniziative giudiziarie.

Mentre Nokia, pur essendo in procinto di cedere la storica divisione mobile a Microsoft, incassa un'importante vittoria in Gran Bretagna sul fronte della tutela del suo enorme portafoglio di brevetti in materia di telecomunicazioni. Un giudice inglese ha infatti riconosciuto colpevole il produttore di telefoni cellulari sudcoreano HTC di aver violato uno dei brevetti di Nokia, in particolare quello che riguarda il modulatore utilizzato nei dispositivi mobili per la trasmissione di dati. Non è ancora nota la sanzione, ma HTC rischia addirittura un blocco delle vendite su tutto il territorio britannico.

Sempre Nokia ha comunicato oggi di aver rinnovato per altri 5 anni l'accordo di licenza con Samsung per l'utilizzo di un pacchetto di brevetti da parte del produttore coreano. L'indennizzo sarà determinato attraverso una procedura arbitrale vincolante che si risolverà entro il 2015.

Accordi di questo tipo sembrano essere l'unica soluzione ragionevole da adottare per evitare "sanguinose" battaglie legali tra i colossi della tecnologia.

Ed è proprio una battaglia "epocale" quella che si prospetta invece per Google. La vicenda è quella legata alle ceneri della Nortel Networks, la società canadese di telecomunicazioni che al momento della liquidazione aveva un portafoglio di oltre 6 mila preziosi brevetti che spaziano tra le varie tecnologie più recenti: wireless, 4G, reti dati, voice, Internet, semiconduttori e altro. All'epoca del fallimento, nel 2011, Google fece un offerta per rilevare in blocco questi brevetti, ma fu superata, e di molto, dall'offerta di un consorzio di aziende (Rockstar Consortium) tra cui certamente spiccano Microsoft, Apple, Blackberry, Sony, Ericsson.

Ora il consorzio ha citato in giudizio Google, ma anche Samsung, LG e HTC per accertare la violazione di alcuni quei brevetti.

E' chiaro quindi l'intento di indebolire il "fronte Android" che oggi la fa da padrona nel succosissimo mercato degli smartphone e dei tablet, combattendo questa guerra con tutti i mezzi possibili e non solo offrendo prodotti migliori e prezzi più competitivi.

D'altra parte è anche vero che Google in qualche modo si aspettava questo attacco dal momento che, venuto meno l'acquisto dei brevetti Nortel, ha pensato bene di costruirsi uno "scudo difensivo" rilevando a sua volta Motorola, importante e storico produttore di telefoni cellulari, ma anche detentore di un notevole portafoglio di brevetti con cui, eventualmente, andare all'attacco.

Come si vede dunque, il settore dei brevetti promette ancora scintille per molti anni, nonostante tutti i tentativi di pacificazione e di guida controllata delle controversie che solo in alcuni casi sembrano avere successo.

Aggiornamento:

La Free Software Foundation Europe (FSFE) l'organizzazione senza scopo di lucro per promuovere il software libero ha espresso viva preoccupazione per l'iniziativa legale del Consorzio.

La FSFE ricorda che le aziende acquirenti dei brevetti Novell avevano dovuto accettare limiti imposti dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sulle cose che potevano fare con tali brevetti, in particolare il loro utilizzo a danno del software libero.

Il CEO del Consorzio ha invece affermato pubblicamente che non si sente vincolato da tali impegni ed è intenzionato a proseguire l'azione legale intrapresa, evidentemente - prosegue la FSFE - col solo scopo di ostacolare un pericoloso concorrente.