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Adesione dell'Italia al brevetto unitario: un obiettivo da perseguire nel semestre di presidenza UE secondo Confindustria

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Nell'ambito dell'indagine conoscitiva del Parlamento sulla presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea del secondo semestre 2014, dopo una serie di audizioni con i rappresentanti delle istituzioni, l'indagine conoscitiva si è rivolta al mondo delle imprese e, così, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, nell'audizione dinanzi alle Commissioni congiunte affari esteri e politiche UE di Senato e Camera svoltasi il 26 febbraio 2014, ha illustrato la visione di Confindustria sulle priorità del semestre di presidenza e sul futuro dell'Europa

Tra i vari punti esaminati, Squinzi ha rivolto una precisa richiesta al nuovo Governo: l'adesione al brevetto unico europeo, finora mancata a causa del regime linguistico, che permette di depositare i brevetti solo in inglese, francese o tedesco.

Squinzi, nel ricordare gli argomenti di Confindustria a favore del brevetto unitario, che permetterebbe di ridurre significativamente i costi della protezione delle invenzioni e promuoverebbe la nascita di imprese innovative, rendendo l’Italia più appetibile per gli investitori esteri, ha risposto - in merito all'obiezione sollevata secondo cui, in caso di contenzioso, il brevetto unitario, che viene a ricadere sotto la giurisdizione esclusiva del Tribunale unificato dei brevetti (con sedi solo a Parigi, Londra e Monaco), costringerebbe le imprese italiane a "giocare in trasferta", ossia al di fuori della giurisdizione dei tribunali italiani - spiegando che l’Italia non è stata in grado di negoziare un trattamento paritario rispetto ai paesi che costituiscono il nucleo storico dell’UE, ma che essendo tale situazione difficilmente recuperabile, la scelta di sostenere comunque un’adesione italiana al brevetto unitario è di tipo pragmatico. Dunque, per Confindustria il vantaggio rappresentato dal minor costo per l’ottenimento di una tutela tramite il brevetto unitario risulta essere prioritario per le imprese rispetto allo svantaggio derivante dalla giurisdizione di un tribunale non nazionale.

 

Fonte: Senato della Repubblica