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L’EPO fornisce i dati del 2013: i depositi di brevetti europei continuano a crescere

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L’EPO comunica che i brevetti europei depositati nel 2013 sono cresciuti del 2,8% rispetto all'anno scorso facendo registrare un nuovo record assoluto e dimostrando che l'Europa continua ad essere un mercato chiave per l'innovazione. Nel 2013 sono stati dunque depositati 266 mila brevetti, contro i 258 mila del 2012. I brevetti europei concessi dall'EPO sono stati 66.700, con un incremento dell’1,6% rispetto ai 65.600 del 2012, stabilendo anche in questo caso un nuovo primato.

Soddisfazione da parte del presidente dell'EPO Benoît Battistelli, il quale afferma che:

La domanda di protezione brevettuale in Europa per il quarto anno consecutivo. Questa è la prova che le aziende di tutto il mondo continuano a vedere l'Europa sempre più come uno riferimento per l'innovazione. La forte posizione delle imprese europee nel settore delle tecnologie ad alta intensità di titoli di proprietà industriale conferma il ruolo centrale di questi settori nella spinta all’occupazione e alla crescita dell'economia dell'UE.

Per quanto riguarda la distribuzione dei depositi, poco più di un terzo (35%) sono provengono da uno dei 38 stati membri dell’EPO (prima Germania con il 12%, seconda la Francia con il 5%) e quasi due terzi di provengono da fuori Europa, il 24% dagli Stati Uniti, il 20% dal Giappone, l’8% dalla Cina e il 6% dalla Corea del Sud.

Interessante anche la classifica per milione di abitanti, dove la Svizzera, con 832 per milione di abitanti la fa da padrona seguita da Svezia (402), Finlandia (360), Danimarca e Paesi Bassi (entrambi 347). Più staccati il Giappone (177), Corea del Sud (129, così come la media UE-28), Stati Uniti (107) e la Cina (3).

Per quanto riguarda i singoli paesi, Portogallo (+34,5%), Turchia (+31,9%), la Repubblica Ceca (+26,5%) hanno avuto l’incremento maggiore ma partivano da livelli bassi, mentre tra i paesi che avevano già numeri importanti, l’Olanda ha avuto l’incremento maggiore (+17,2%) seguita da Danimarca (+8,1%), Svezia (+7,5%). Tra i paesi a segno negativo troviamo il Belgio (-7,4%), la Germania (-5,4%), il Regno Unito (-3%), l’Italia (-2,7%), la Svizzera (-2%) e la Spagna (-1%).

Tra i paesi extra-europei Stati Uniti (+2,8%) e Giappone (+1,2%) sono aumentati ancora pur partendo da numeri elevati, mentre gli incrementi maggiori li hanno fatti registrare la Cina (+16,2%) e la Corea del Sud (+14%).

Tra le aziende la classifica è guidata dal colosso sudcoreano Samsung con ben 2.833 richieste. Cinque aziende europee rimangono nella top ten, Siemens (2°), Philips (3°), BASF (5°), Bosch (6°) e Ericsson (10°).

Per quanto riguarda i singoli richiedenti, il 65,5% sono grandi imprese, il 29% PMI e inventori individuali, mentre il 5,5% sono università e istituti di ricerca pubblici.

Nei settori tecnologici, le imprese europee hanno superato quelle statunitensi nel campo della tecnologia medica (41% contro 39%), che rimane il settore con il maggior numero di depositi. Le imprese europee sono in testa anche in altri settori strategici come i trasporti (60% del totale) e le tecnologie energetiche pulite (56%), mentre rimangono indietro nei settori dell’informatica dove dominano gli USA e i paesi asiatici.

Per maggiori informazioni e per vedere i dati completi è possibile visitare il sito dell'EPO alla pagina dedicata al report annuale 2013.