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L’appello ai ministri contro l’adesione dell’Italia alla Corte Unificata dei Brevetti

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Nei giorni scorsi è partita una singolare iniziativa promossa da professori universitari, avvocati, consulenti che hanno sottoscritto un appello rivolto ad alcuni ministri e per conoscenza a Confindustria e Confapi, contro l’adesione dell’Italia alla Corte Unificata dei Brevetti.

A detta di chi ha predisposto l’appello, l’adesione dell’Italia rappresenterebbe un duro colpo per le aziende italiane e l’esempio che segue, riportato proprio nell’appello, può rendere bene l’idea di alcuni dei disagi che le nostre aziende potrebbero correre.
"l'Italia ha sottoscritto un accordo con il quale accetta che le cause in materia di brevetti (cioè tutte le cause relative a brevetti europei con effetto unitario o no) vengano sottoposte a giudici stranieri, trattate in lingua straniera e secondo procedure straniere, con costi insopportabili per le nostre piccole o medie imprese. Secondo questo accordo può dunque accadere ad esempio che un’impresa italiana che vende i suoi prodotti in Germania (anche non direttamente, ma solo con un distributore locale) sia citata per contraffazione davanti a una Corte che ha sede in Germania e che potrà disporre sanzioni, tra cui il blocco della produzione e della vendita e il sequestro dei prodotti, per tutti i paesi aderenti all’accordo (e quindi anche per l’Italia). La causa si svolgerà in tedesco, il diritto applicato non sarà quello italiano e la decisione sarà a sua volta in tedesco".

Ad oggi non si ha notizia di eventuali risposte da parte del governo.

(Fonte: www.diritto24.ilsole24ore.com)