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La Commissione UE pubblica uno studio sul rapporto tra proprietà intellettuale e alta tecnologia

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Il Joint Research Centre, il centro di ricerca della Commissione UE che ha il compito di fornire un supporto scientifico alle politiche dell'UE, ha pubblicato un rapporto che analizza il contesto sempre più rilevante del comparto ricerca e sviluppo nel settore della Information and Communication Technology (ICT), concentrandosi in primo luogo su come questa sia sempre più tutelata con gli strumenti della proprietà intellettuale e in secondo luogo studiandone i modelli e le dinamiche del processo di internazionalizzazione.

L'analisi degli strumenti della proprietà intellettuale indica che il numero di domande di brevetto provenienti dall'estero è in aumento e che i portafogli di brevetti multinazionali stanno diventando una caratteristica sempre più rilevante delle imprese operanti nell'ICT.

Questo processo è, tuttavia, limitato a pochi paesi: i primi 10 per quantità di brevetti sull'ICT depositati, guidati da Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud, rappresentano oltre il 90% di tutte le domande di brevetto tra il 1990 e il 2011 in tutto il mondo.

Analogamente i primi 10 uffici brevetti per quantità di richieste di deposito, rappresentano il 94% di tutti i brevetti depositati in tutto il mondo. Questa classifica è guidata  dall'USPTO degli Stati Uniti, seguito dall'EPO e dall'Ufficio Brevetti cinese.

Altro dato di rilievo è quello che dice che, anche se l'Europa rappresenta un'importante fonte di innovazione e in un mercato altamente tecnologico, l'attività delle sue impree si limita alla protezione sul mercato interno e relativamente poco in quelli esteri, situazione che a lungo termine, potrebbe ostacolare la loro competitività, minando il loro potenziale a livello globale.

Le analisi riportate nella seconda parte della pubblicazione indicano che il livello e l'intensità dell'internazionalizzazione della ricerca e sviluppo nel campo della ICT sono in aumento, anche se con differenze significative tra i livelli e le forme di collaborazione tecnologica tra i paesi.

In questo contesto, i ruoli dei paesi asiatici emergenti, come la Corea del Sud, Cina e India, sono di particolare rilievo. Se da un lato questi paesi stanno iniziando a diventare importanti produttori di tecnologia richiesti da altri paesi, dall'altro sta aumentando la loro richiesta di tecnologia sviluppata all'estero per integrare le proprie competenze.

Questo processo è particolarmente visibile nelle interazioni tra Asia e Stati Uniti. Oggi, l'Asia è il più grande partner degli Stati Uniti per la collaborazione tecnologica, al contrario degli europei meno disponibili ad approvvigionarsi all'estero per completare la loro tecnologie.