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E’ salvo il copyright sull’immagine del David di Michelangelo

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E' giunta da Firenze la notizia della pronuncia dal parte del Tribunale di un'ordinanza che dispone il divieto di usare, su tutto il territorio italiano ed europeo, l'immagine del David di Michelangelo a fini commerciali.

E' evidente il carattere innovativo e rilevante dell'ordinanza del Tribunale fiorentino che ha accolto la domanda dell'Avvocatura dello Stato contro le attività di una società, la Visit Today, che vendeva fuori dalla Galleria dell'Accademia di Firenze, casa del capolavoro rinascimentale, biglietti a prezzo maggiorato utilizzando su volantini, documentazione promozionale e sito web la fotografia del David, senza avere mai chiesto alcuna autorizzazione alla Galleria per sfruttare a fini commerciali l'immagine della celebre scultura.

E' stato così sancito il divieto usare e riprodurre l'immagine del David di Michelangelo per volantini, siti e souvenir su tutto il territorio italiano ed europeo, senza avere ottenuto la necessaria autorizzazione dalla Galleria dell'Accademia di Firenze.

L'ordinanza richiama l'art. 108 dei codice dei beni culturali, il quale riserva all'autorità che ha in consegna il bene culturale il diritto di consentirne la riproduzione, previa richiesta di concessione e pagamento del canone fissato dall'autorità medesima, facendo libera la riproduzione delle opere solo se effettuata senza scopo di lucro.

Non vi è dubbio sulla qualificazione della scultura in oggetto come bene culturale, né sul fatto che l'autorità che lo ha in consegna è la Galleria dell'Accademia di Firenze, riconducibile al Ministero ricorrente; pertanto, il suo utilizzo a fini lucrativi effettuato tramite riproduzione della sua immagine rientra nelle ipotesi per le quali è necessaria la concessione dell'autorità amministrativa.

Non risulta che Visit Today abbia mai chiesto né ottenuto tale concessione, mentre è documentato dal ricorrente che la convenuta, nondimeno, usa la figura d il nome del David per pubblicizzare la sua attività commerciale; ne deriva, come ipotesi giuridica probabilmente fondata, l'illiceità della condotta dell'agenzia, ai sensi dell'art. 2043 cod. civ..

Cecilie Hollberg, direttrice della Galleria che ospita il capolavoro di Michelangelo, ha commentato l'ordinanza "antibagarini" e spiegato che, facendo leva sul diritto d'autore, si è riusciti ad ottenere questo provvedimento che si augura possa fare da apripista per il compimento di ulteriori passi importanti:

"E' un precedente e un modello: tanti altri musei, vittime della piaga della vendita di biglietti a prezzo maggiorato, possono ora intraprendere questa strada legale perché il diritto vinca su quella che di fatto è una truffa verso i visitatori.

Questa è una vittoria per tutti i beni culturali nazionali. Ora, con questa pronuncia, tutti si mettano in marcia per tutelare i loro tesori dai fenomeni di sciacallaggio. E per quanto riguarda l'Accademia, il mio piano è di stanare una per una le società che fanno affari con l'immagine del nostro David e impedire loro di continuare questo sfruttamento".

Il Tribunale di Firenze ha disposto, inoltre, che Visit Today dovrà pagare in favore del Ministero dei beni culturali una penale pari a 2.000 euro per ogni giorno di inottemperanza a quanto disposto dall'ordinanza, oltre ad accollarsi tutte le spese del procedimento.