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Diritto d'autore, caos sulla ripartizione dei diritti connessi

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Ad un anno dalla liberalizzazione nella gestione del diritto connesso, attuata dal governo Monti con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2012, scoppia il caos sulla distribuzione dei diritti nel settore musicale.

Il Nuovo IMAIE, l’Istituto - ex monopolista - per la gestione collettiva dei diritti di proprietà intellettuale degli Artisti Interpreti o Esecutori che si occupa di riscuotere e distribuire i diritti di attori, cantanti, musicisti, direttori d’orchestra, derivanti dalle utilizzazioni delle loro opere registrate, ha annunciato ieri di aver chiesto ed ottenuto dal Tribunale di Roma l'inibizione ai danni della SCF (il consorzio dei produttori che gestisce in Italia la raccolta e la distribuzione dei compensi) e della ItsRight (società di servizi nata dalla liberalizzazione) di disporre delle somme degli artisti sino a quel momento da loro trattenute. Lo stesso Tribunale ha fissato un’udienza l’11 dicembre 2013 per la comparizione delle parti.

Il Nuovo IMAIE contesta l'accordo che lo scorso 8 novembre 2013, ItsRight e SCF hanno concluso e che, a suo avviso, pregiudica i diritti dei suoi iscritti. In virtù di tale accordo, ItsRight ha incassato da SCF un acconto di 1,5milioni di euro, su un totale maturato da SCF dopo il 1 gennaio 2012, pari a circa 19,5 milioni di euro. Inoltre ItsRight avrebbe rinunciato in favore di SCF, a titolo forfettario, al 40% delle somme dovute agli artisti, presupponendo che molti di essi abbiano ceduto il proprio diritto e che, comunque, una buona parte delle registrazioni in circolazione si riferiscano ad artisti USA. Inoltre, si riconoscono a SCF spese di gestione del 10% e - per la prima volta - il diritto di trattenere tale 40% anche sui compensi per copia privata maturato.

La reazione della SCF non si è fatta attendere: per voce del suo Presidente, Enzo Mazza, la SCF sostiene che "con il blocco delle somme dovute agli artisti da parte di SCF si genera il paradosso per il quale l'ex monopolista nel settore (Nuovo IMAIE), invece di favorire una rapida distribuzione dei denari incassati da radio, televisioni e pubblici esercizi nel 2012 e nel 2013, bloccherà per anni tali diritti nel tentativo di affossare la concorrenza tra società di collecting in Italia". Continua Mazza: "abbiamo proposto alle imprese legittimate dalla Presidenza del Consiglio, ovvero lo stesso Nuovo IMAIE e ItsRight, un accordo per portare in distribuzione altri 19 milioni di euro incassati con riferimento a periodi di competenza successivi al 1 gennaio 2012, quindi successivamente alla liberalizzazione del settore. Si trova invece oggi, di fronte a un'iniziativa giudiziaria di Nuovo IMAIE che impedirà di fatto agli artisti di ricevere quanto dovuto: una situazione assurda di abuso di posizione dominante sulla quale invitiamo anche l'antitrust ad indagare".

 

AGGIORNAMENTO DEL 11/1/2014


Il Tribunale di Roma, sezione specializzata di proprietà intellettuale, ha sbloccato i compensi per gli artisti, dando così il via libera all'accordo Itsright-SCF e alla distribuzione di 20 milioni di euro di diritti a favore degli artisti.

Il giudice Giuseppe Cricenti, dopo aver sottolineato che:

le norme che disciplinano la ripartizione dei compensi ad autori interpreti ed esecutori…costituiscono, allo stato, un complicato sistema di regole, soggetto ad interpretazioni non necessariamente univoche

ha comunque ritenuto che, a seguito della liberalizzazione del mercato voluta dal legislatore, l’ex monopolista Nuovo IMAIE, non abbia più alcuna ragione per opporsi a che l’intermediazione dei diritti venga affidata all’autonomia privata.

Grande soddisfazione da parte di Gianluigi Chiodaroli, Presidente di ItsRight:

La decisione del Tribunale di Roma conferma la piena legittimità dell’accordo stipulato da ItsRight con SCF. Siamo finalmente pronti a dimostrare che la concorrenza è solo a vantaggio degli artisti, distribuendo agli aventi diritto i compensi che Nuovo IMAIE ha cercato in tutti i modi di congelare nel tentativo, di fatto, di riaffermare la propria posizione di dominio sul mercato.

Di contro il Nuovo IMAIE, pur prendendo atto della decisione del Tribunale, per voce del suo Presidente, avv. Andrea Miccichè, commenta:

Il Nuovo IMAIE è e sarà sempre al fianco degli artisti e finché avrà aria per respirare lotterà perché venga loro riconosciuto il diritto di scegliere chi gestisce i loro compensi. Ribadiamo che con l’introduzione del sistema liberalizzato, il legislatore ha voluto attribuire all’artista la facoltà di decidere da chi essere rappresentato, principio sacrosanto calpestato dall’accordo tra SCF e Itsright. Vantaggi per l’artista? Nessuno. Vantaggi per il produttore? 40% in più, sottratto dalle tasche degli artisti con facoltà di decidere per loro conto l’intermediario che offre le condizioni peggiori (...) siamo in attesa che la politica faccia il suo, consentendo a noi tutti di poter operare in uno scenario praticabile. Indietro non si torna, chi ha fatto delle scelte se ne assumerà tutte le responsabilità, difenderemo gli artisti fino alla fine.