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Interpretazione della Corte di giustizia sulla nozione di "reimpiego" ai fini della tutela giuridica delle banche dati

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Con sentenza del 19 dicembre 2013 (causa C-202/12), la Corte di giustizia è intervenuta in merito alla domanda di pronuncia pregiudiziale rigurdante l’interpretazione dell’articolo 7 della direttiva 96/9/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 marzo 1996, relativa alla tutela giuridica delle banche dati.

Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra la Innoweb BV e la Wegener ICT Media BV e la Wegener Mediaventions BV in ordine alla gestione da parte della Innoweb, attraverso il suo sito Internet, di un «metamotore di ricerca specializzato» con l’ausilio del quale si possono effettuare ricerche in diversi siti Internet di terzi e, in particolare, in quello proposto dalla Wegener, contenenti raccolte di annunci di auto in vendita.

La Corte ha precisato che l’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 96/9/CE (il quale stabilisce che "Gli Stati membri attribuiscono al costitutore di una banca di dati il diritto di vietare operazioni di estrazione e/o reimpiego della totalità o di una parte sostanziale del contenuto della stessa, valutata in termini qualitativi o quantitativi, qualora il conseguimento, la verifica e la presentazione di tale contenuto attestino un investimento rilevante sotto il profilo qualitativo o quantitativo") deve essere interpretato nel senso che "un operatore che metta in linea su Internet un metamotore di ricerca specializzato, come quello di cui al procedimento principale, effettua un reimpiego della totalità o di una parte sostanziale del contenuto di una banca dati protetta da tale articolo 7, qualora tale metamotore di ricerca specializzato:

- fornisca all’utente finale un modulo di ricerca che offre, in sostanza, le stesse funzionalità del modulo della banca dati;

- traduca «in tempo reale» le ricerche degli utenti finali nel motore di ricerca di cui è dotata la banca dati, di modo che tutti i dati di tale banca sono oggetto di ricerca, e

- presenti all’utente finale i risultati trovati con l’aspetto esteriore del suo sito Internet, riunendo i doppioni in un unico risultato, ma secondo un ordine fondato su parametri paragonabili a quelli utilizzati dal motore di ricerca della banca dati interessata per presentare i risultati.