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Diritto d'autore, il presidente dell'AGCOM torna a parlare del regolamento approvato in dicembre

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Nella giornata di ieri, il presidente dell’AGCOM Cardani, in un’audizione nelle Commissioni Cultura e Trasporti riunite della Camera, ha nuovamente spiegato le ragioni del regolamento per la tutela del diritto d’autore recentemente approvato dall’Autorità. E' stato invece purtroppo rinviato il successivo dibattito, nonostante le molte richieste da parte dei parlamentari presenti. Queste, in sintesi, le dichiarazioni di Cardani:

Il testo è, a mio avviso, idoneo a realizzare una ragionevole sintesi fra i differenti e variegati interessi in gioco. Il Regolamento intende tutelare il diritto d’autore online attraverso due azioni complementari tra loro e ugualmente importanti: il sostegno allo sviluppo del mercato dei contenuti mediante campagne informative e alla diffusione dell’offerta legale; la lotta alla pirateria “professionale” attraverso procedure di enforcement effettive, proporzionate e dissuasive. Procedure che pur tutelando il diritto d’autore non comprimono in alcun modo gli altri diritti rilevanti”.

Rispetto ad altre legislazioni europee il modello di regolamentazione dell’Agcom presenta il vantaggio di istituire una procedura amministrativa rapida, ma al tempo stesso garantista, in quanto fornita delle adeguate garanzie procedurali. Politiche a senso unico, che guardino solo all’aspetto repressivo del fenomeno, sono destinate a fallire, come dimostra l’esperienza francese della legge “Hadopi”: tale legge si è rivolta all’utente finale, mettendo in contrapposizione il consumatore rispetto al produttore, con un approccio del tutto diverso dal modello individuato dall’Agcom: il regolamento dell’Autorità, difatti, non coinvolge in alcun modo il downloading, lo streaming e il peer-to-peer.

L’attività dell’Agcom è apparsa necessaria in quanto il legislatore italiano, principale depositario della competenza in materia, per sua stessa ammissione attraverso le parole del Sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali Simonetta Giordani, ha sostanzialmente ammesso che nuovi interventi sul diritto d’autore nel web dovranno attendere il processo di revisione europeo delle normative sul copyright, che avverrà non prima dei prossimi due anni.

Ricordiamo per completezza alcune delle principali critiche che hanno accompagnato il varo del regolamento.

Questo invece il testo completo dell'audizione che, lo ricordiamo, ha avuto come oggetto la “Tutela della proprietà intellettuale sulle reti di comunicazione elettronica e tutela dei minori nella programmazione, nelle trasmissioni e nella pubblicità dei media audiovisivi”.

 

AGGIORNAMENTO DEL 20/1/2014

A poca distanza dalle parole del presidente AGCOM Cardani, interviene sull'argomento il commissario Ue responsabile per il mercato unico Michel Barnier il quale conferma che il regolamento dell'AGCOM per la tutela del diritto d'autore su Internet è “conforme al quadro legislativo europeo”, ma anche che la Commissione “ha in effetti delle domande e dei dettagli da verificare” e su questo “continua a lavorare con le autorità italiane”.

In particolare ha destato la perplessità della Commissione la volontà dichiarata di voler perseguire i professionisti della pirateria chiudendo esplicitamente un occhio per le violazioni degli utenti finali e per le applicazioni peer-to-peer di condivisione di file online. Inoltre è stato richiesto di comprendere meglio se le nuove norme si applicano solo al provider host o anche ai provider di servizi intermedi(ossia i siti che mettono a disposizione i link), e di meglio specificare le definizioni di chi carica il materiale in rete (uploader), manager e persona competente di un sito.

In ultimo i servizi dell'esecutivo comunitario, pur riconoscendo che nel suo complesso l'iniziativa sembra essere orientata verso l'equilibrio dei diversi interessi delle parti coinvolte, hanno chiesto spiegazioni sulle questioni del diritto alla difesa, del giusto processo e del principio del contraddittorio, che non possono non essere in linea  con la Carta Ue dei diritti fondamentali.

Occorre precisare che i chiarimenti richiesti non bloccano in alcun modo l'entrata in vigore della nuova norma, prevista per il 31 marzo 2014.