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Diritto d'autore, si fa strada in Europa il principio dell'equo compenso per copia privata: esulta la SIAE

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Circa due mesi fa, la parlamentare europea Françoise Castex ha presentato una proposta, presso la Commissione giuridica del Parlamento Europeo, per estendere, fra le altre cose, l'equo compenso per le copie private anche alle tecnologie "cloud", cioè la nuova frontiera della memoria digitale che, progressivamente, sta sostituendo gli storage fisici.

Affermava la Castex che:

le copie private di opere protette realizzate usando la tecnologia del cloud computing possono avere lo stesso scopo di quelle prodotte impiegando materiali e strumenti di registrazione tradizionale o digitale. Il sistema che disciplina la copia privata è un sistema virtuoso che bilancia il diritto di copia a uso privato con un’equa remunerazione dei detentori dei diritti, e per questo motivo è meritevole di essere preservato.

Oggi la Commissione Affari legali del Parlamento europeo ha votato una risoluzione (15 deputati favorevoli, 5 contrari e 3 astenuti), caldeggiando l'introduzione di nuove regole sulla copia privata proposte dalla relatrice francese.

Il testo, che sarà votato alla plenaria del Parlamento europeo di fine febbraio, prevede in sostanza la modernizzazione e la trasparenza del sistema esistente di tassazione per copia privata, in modo i consumatori siano consapevoli di quanto pagheranno, quando acquistano un supporto di memorizzazione, ai fini dell'equo compenso.

A parere della Castex, la tassazione della copia privata non può essere sostituita da un sistema di licenze, che premierebbe solamente le grandi multinazionali e non i creatori di opere europei.

Per la Commissione Affari legali il sistema esistente va preservato, dato che non esiste un’alternativa in grado di bilanciare e tutelare i diritti dei consumatori e dei creatori di opere.

La tassazione per copia privata andrebbe applicata a tutti i supporti che sono utilizzati per registrazioni private e ai sistemi di memorizzazione, incluso appunto lo spazio cloud. Il prelievo andrebbe raccolto nello Stato membro in cui risiede l’utente che acquista il supporto.

In Italia esulta la SIAE affermando che:

Il compenso per copia privata non ricadrà sui consumatori, come vorrebbe far credere una campagna di stampa di parte e come già accade in Francia e in Germania, ma sarà un minor guadagno a carico dei produttori multinazionali. La Relazione presentata della parlamentare Castex conferma, in tutti i suoi aspetti, la validità del modello italiano di copia privata, sostenuto dalla SIAE, che risponde a tutti i requisiti necessari.