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Vasta operazione per violazione del diritto d'autore online messa a segno dalla Guardia di Finanza a Roma

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Il 3 marzo la Guardia di Finanza ha compiuto quella che l’avvocato Fulvio Sarzana, il primo a segnalare la notizia, ha definito “la più grande operazione antipirateria mai effettuata in Italia”.

Si tratta dell’oscuramento di 46 tra portali torrent e siti per lo streaming. L’ordine di blocco, eseguito dal Nucleo speciale per la radiodiffusione e l’editoria della Guardia di Finanza di Roma, è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari di Roma su richiesta della Procura di Roma.

L’elenco dei siti oscurati è disponibile sul sito Osservatorio Censura che aggiorna in tempo reale i siti che per vari motivi sono oggetto di provvedimenti da parte di autorità giudiziarie o amministrative.

L’ipotesi di reato, come riferisce ancora l’avv. Sarzana è la violazione dell’art. 171 ter, comma 2, della legge 633/1941, cioè la norma sulla “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio” che prevede la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 2.582 a euro 15.493 chiunque:

a) riproduce, duplica, trasmette o diffonde abusivamente, vende o pone altrimenti in commercio, cede a qualsiasi titolo o importa abusivamente oltre cinquanta copie o esemplari di opere tutelate dal diritto d’autore e da diritti connessi;
a-bis) in violazione dell’articolo 16, a fini di lucro, comunica al pubblico immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore, o parte di essa;
b) esercitando in forma imprenditoriale attività di riproduzione, distribuzione, vendita o commercializzazione, importazione di opere tutelate dal diritto d’autore e da diritti connessi, si rende colpevole dei fatti previsti dal comma 1;
c) promuove o organizza le attività illecite di cui al comma 1.

I siti oggetto del provvedimento, mettendo a disposizione link per il download o lo streaming di contenuti protetti dal diritto d’autore, hanno l’aggravante dello scopo di lucro, in quanto sono presenti campagne pubblicitarie (con il sistema delle pubblicità contestuali, ovvero annunci pubblicitari che fanno guadagnare in base al numero di esposizioni dell'annuncio o sui click agli stessi) e/o sistemi di donazioni.

Al momento diversi siti risultano ancora raggiungibili. I provider nelle prossime ore, per non rischiare l'accusa di favoreggiamento, procederanno con l’oscuramento il più selettivo possibile in modo da non penalizzare siti e servizi perfettamente legali: infatti è noto come il proliferare di servizi hosting a basso costo ha fatto si che spesso su uno stesso indirizzo ip pubblico siano ospitati più siti che non hanno nulla a che vedere tra loro.