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Diritti connessi per artisti, interpreti ed esecutori: approvata dal Senato la risoluzione sulle prospettive del Nuovo IMAIE

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A seguito dell'assegnazione alla 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) del Senato dell'affare n. 62 sulle "Prerogative del nuovo Istituto per la tutela dei diritti degli artisti interpreti esecutori (IMAIE)", nella seduta n. 75 dell'11 marzo 2014, la Commissione ha approvato una risoluzione che ha affrontato una serie di questioni fondamentali: la liquidazione del vecchio IMAIE, l’approvazione del decreto interministeriale di riordino, il controllo delle prospettive occupazionali dei dipendenti del Nuovo IMAIE.

La risoluzione ha inoltre esaminato la situazione dei diritti connessi per artisti, interpreti e esecutori, approfondendo la questione della liberalizzazione della gestione colletiva di tali diritti.

“Si tratta di una risoluzione molto equilibrata, che contiene riflessioni in larga parte condivisibili; peraltro, per molti versi, fa proprie istanze e posizioni già evidenziate dall’Istituto e, dunque, anche di questo non possiamo che rallegrarci. Sono particolarmente da apprezzare i chiarimenti sulla portata e sui limiti della liberalizzazione e l’invito al governo ad intervenire in una materia devastata da una legge troppo frettolosamente redatta”, così è intervenuto Andrea Miccichè, Presidente di Nuovo IMAIE, in un'apposita dichiarazione resa, nella quale prosegue dicendo: “Non nascondiamo una certa soddisfazione, nell’apprendere che la Commissione - al pari del nostro istituto - ritiene che in un mercato liberalizzato non ha davvero senso che ancora permanga una disposizione normativa che attribuisca al produttore discografico il potere di negoziare ed incassare anche i compensi spettanti agli artisti: questi ultimi devono avere la possibilità di poter negoziare i propri compensi con gli utilizzatori, direttamente o per il tramite delle collecting cui hanno affidato il mandato.” 

A conclusione delle questioni esaminate nella risoluzione, la Commissione ha chiesto al Governo di assumersi i seguenti impegni:

- mettere in atto tutti gli sforzi possibili per agevolare il  compito dei liquidatori del vecchio IMAIE affinchè i diritti acquisiti vengano garantiti al più presto;

- intervenire, anche con l'adozione di una specifica norma primaria, affinché il residuo attivo della liquidazione (circa 99 milioni di euro) sia ripartito tra tutti gli operatori in possesso dei requisiti minimi sulla base di criteri di rappresentanza effettivi e sostanziali;

-  dare piena attuazione al decreto di riordino, tenendo conto delle eventuali segnalazioni in materia dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, e a verificare costantemente l'evolversi della situazione;

-  nell’esercizio dell’attività di vigilanza, seguire con attenzione le vicende dei dipendenti del nuovo IMAIE, svolgendo una valutazione più accurata della situazione una volta che il mercato sarà a regime, tenuto conto che le problematiche economiche potrebbero essere parzialmente alleggerite se venisse introdotto un sistema sanzionatorio efficace a carico degli utilizzatori inadempienti nelle comunicazioni e/o nei pagamenti;

- valutare l'opportunità di affidare la funzione di controllo ad un'autorità indipendente già esistente, nel caso in cui non si raggiungesse un accordo circa la creazione del consorzio;

- sostenere l'approvazione di nuove norme primarie sulla materia, sulla base delle indicazioni elencate nel paragrafo 5 della risoluzione, in quanto non è possibile procedere solo mediante decreti o accordi tra le parti su un terreno non chiaramente definito.