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WordPress reagisce una richiesta illegittima di rimozione di contenuti protetti: è la riscossa dei provider?

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La vicenda ha per protagonista la società che gestisce la popolare piattaforma di blogging WordPress: stanca di dover impiegare notevoli risorse economiche per adempiere alle notifiche di rimozione (notice and takedown) di contenuti protetti e pubblicati senza la necessaria autorizzazione, la maggior parte delle quali si rivela fondata ma qualcuna invece no, la società chiede ora un risarcimento di 10.000 dollari ad una organizzazione britannica.

L'oggetto del contendere riguarda un articolo di un giovane giornalista/blogger Oliver Otham, il quale ha pubblicato, sul suo blog ospitato da WordPress, il contenuto di uno scambio di email con la suddetta organizzazione, la quale ha richiesto la rimozione dello stesso in perchè, a loro dire, non autorizzato.

Mentre Otham avrebbe rinunciato a reagire e rimosso il contenuto in quanto impossibilitato a sostenere una causa in tribunale, WordPress ha colto la palla al balzo e ha affiancato lo stesso blogger, attaccando il provvedimento in quanto rivolto "non a tutelare un legittimo interesse della proprietà intellettuale, ma nel tentativo di censurare un'espressione di legittima critica".

Ora se il giudice darà ragione alla richiesta di WordPress, sarà soprattutto una vittoria simbolica, ma che potrebbe aprire la strada ad un uso più cauto di uno strumento, il notice and takedown previsto dal Digital Millennium Copyright Act statunitense che è tanto più efficace quando non abusato nel suo utilizzo.