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Dalla Commissione UE un nuovo caso pratico sulle misure da attuare per la tutela dei database

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In questo nuovo caso di studio, l’European IPR Helpdesk, il servizio di informazione sulla proprietà intellettuale della Commissione Europea volto a fornire consulenza di natura professionale e gratuita sulla proprietà intellettuale, esamina la tutela dei database ponendo in evidenza la differenza tra la protezione dei contenuti e quella della struttura del database.

Come nei precedenti casi segnalati, il documento ripercorre le definizioni e i requisiti necessari per la tutela di una banca dati sia attraverso la normativa sul diritto d'autore che attraverso la forma di protezione "sui generis" garantita dalla  direttiva 96/9/CE che si applica alle banche dati anche non originali, ma che hanno comunque comportato un notevole investimento nel loro processo di realizzazione.

La conclusione è particolarmente interessante in quanto riassume le "best practices" da adottare per non incorrere in contestazioni e proteggere al meglio il proprio lavoro e il proprio investimento:

- Chiedere l'autorizzazione preventiva prima di integrare contenuti protetti di terze parti in propri database.
- La protezione della struttura del database non si estende ai contenuti dello stesso ed entrambi possono essere protetti.
- L'uso di avvisi e notice sui titolari dei diritto possono prevenire le infrazioni.
- Verificare i diritti dei lavoratori è buona norma per garantire la forza del diritto e la protezione dell'investimento.
- Mantenere le prove degli investimenti realizzati per la produzione della banca dati consente di essere preparati per eventuali procedimenti giudiziari.