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Diritto d'autore europeo: nuovo passo verso la riforma

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Continua il dibattito sulla riforma europea del diritto d'autore dopo che il neo commissario all'Economia e alla Società Digitali Günther Oettinger l'ha posto la sua realizzazione in cima alle  priorità per il 2015 e dopo che, pochi giorni orsono, un gruppo di studiosi e docenti universitari ha diffuso la propria proposta.

Tocca ora all'europarlamentare Julia Reda, unica rappresentante del Partito Pirata a Strasburgo, che ha pubblicato sul sito del parlamento europeo un report che analizza l'attuale normativa europea sul diritto d'autore al momento rappresentata in particolar modo dalla direttiva n. 2001/29/CE (cosiddetta InfoSoc) di cui si chiede ormai da più parti il superamento.

Il report, che tiene conto delle considerazioni emerse nel corso della consultazione pubblica dello scorso anno indetta dalla UE, rivela come

nonostante la direttiva del 2001 sia stata scritta per adattare il copyright all'era digitale, in realtà oggi stia bloccando lo scambio di conoscenza e cultura.

In particolare, prosegue il documento,

il carattere facoltativo della maggior parte delle eccezioni e limitazioni al diritto d'autore e la mancata limitazione della portata della tutela del diritto d'autore e dei diritti connessi a quelli delineati nella direttiva, ha portato alla continua frammentazione delle leggi nazionali in materia. Questa frammentazione è ora aggravata dalla recente introduzione da parte di alcuni Stati membri, di diritti connessi aggiuntivi che particolarmente onerosi per gli utilizzi on-line (ad esempio nel 2013 e nel 2014, la Germania e la Spagna hanno introdotto leggi in favore degli editori di carta stampata per compensarli dell'uso dei loro contenuti da parte degli aggregatori di notizie), e più in generale, dal cattivo adattamento delle attuali norme all'aumento di interscambio culturale transfrontaliero facilitato da Internet.

Il documento si propone di rendere più equilibrati i due interessi contrapposti: da un lato il rispetto per i diritti degli attori della catena dell'industria dei contenuti, dagli autori agli interpreti, dalle imprese agli altri intermediari, che devono poter contare su protezioni e remunerazioni adeguate, dall'altro i diritti dei cittadini ad accedere alla conoscenza e alla cultura e a poter manifestare il proprio pensiero, in particolare sulla rete ove, per certi versi, si è spostato il dibattito politico, sociale e culturale.

Questo riequilibrio, sempre a parere dell'europarlamentare, si dovrebbe perseguire attraverso una rimodulazione della durata delle tutele, un chiaro e preciso quadro delle eccezioni al diritto d'autore e attraverso l'incentivazione del pubblico dominio, visto non solo come l'esaurimento del diitto d'autore, ma come vera e propria alternativa allo stesso soprattutto per quello che riguarda il settore pubblico.

Infine, più in generale, si caldeggia l'introduzione di regole flessibili che tutelino le manifestazioni della creatività in determinati casi speciali, quando

non entrino in conflitto con il normale sfruttamento dell'opera e non pregiudicano irragionevolmente i legittimi interessi dell'autore o del detentore dei diritti.