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La SIAE dovrà rimborsare gli editori per i bollini su CD e DVD

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La Commissione Tributaria del Lazio conferma che la SIAE dovrà rimborsare tutti i contrassegni versati dal gruppo Edizioni Master tra il 2004 e il 2008 (circa 1,3 milioni di euro).

La sentenza dei giudici tributari è l'ultimo atto di una vicenda iniziata nel 2007, quando la Corte di Giustizia UE, con la sentenza c.d. "Schwibbert" stabilì che "l'obbligo di apporre sui dischi compatti contenenti opere d'arte figurativa il contrassegno SIAE in vista della loro commercializzazione nello Stato membro interessato, costituisce una regola tecnica che, qualora non sia stata notificata alla Commissione, non può essere fatta valere nei confronti di un privato".
In seguito la Corte di Cassazione ha chiarito tale principio, affermando più volte che "l'assenza del contrassegno SIAE non solo non integra gli estremi di alcun reato ma non può neppure essere assunta ad indice sintomatico del carattere abusivo di una riproduzione".
Nel 2012 poi, il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 584, ha stabilito la necessità di risarcire il gruppo Edizioni Master.
Ora, a conferma di tale sentenza, si è pronunciato il giudice tributario del Lazio.
Ma la SIAE, per voce del suo avvocato, ritiene la sentenza della Commissione Tributaria  ingiusta in quanto "La sentenza estromette lo Stato dalla questione ma non lo riteniamo corretto, perché solo lo Stato, e non la SIAE, poteva fare quella notifica. È stata la sua dimenticanza a far partire tutto. Al limite, se un rimborso è dovuto, chiederemo che sia solo per il biennio 2007-2008".
In ogni caso ora si potrebbero spalancare le porte a tutte quelle richieste di rimborso presentate dai principali editori italiani dopo il pagamento del contrassegno, proseguito per anni nonostante fosse palesemente irregolare, sui supporti non cartacei come CD e DVD.