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Brasile - Amazon 1-0 nella competizione per i gTLD

Scritto da Sara Balice Il .

Alcune settimane fa, l’ICANN ha rifiutato la domanda di Amazon per il gTLD .amazon. La competizione per i gTLD (i domini di primo livello generici che identificano il tipo di organizzazione collegata ad Internet - ad esempio, .com per le aziende, .edu per scuole e università, .gov per gli enti governativi, ecc.) si è aperta da quando, nel giugno 2011, l’ICANN - responsabile dell’introduzione e gestione dei gTLD - ha lanciato un nuovo programma per la concessione dei domini di primo livello,

ponendo fine ad alcune restrizioni che ne regolavano la concessione e consentendo anche a soggetti privati (imprese) di ottenere, a certe condizioni, gTLD arbitrari (per lo più corrispondenti ai segni distintivi o all’attività delle imprese interessate).

Per quanto riguarda Amazon, tuttavia, la domanda di concessione del gTLD .amazon non ha avuto l'esito sperato.

L’ICANN ha infatti ritenuto che una tale appropriazione potesse porre dei problemi nei confronti dei paesi dell’America Latina attraversati dal Rio delle Amazzoni, parimenti interessati ad ottenere il gTLD .amazon.

Tra questi, in particolare Brasile e Perù si erano opposti alla richiesta di Amazon, sostenendo che “Amazon” è un nome geografico che indentifica vasti territori, le comunità ivi presenti e la loro cultura e identità; la concessione di .amazon ad un’impresa privata avrebbe pregiudicato la possibilità di utilizzare tale estensione per esigenze di pubblico interesse connesse alla tutela, promozione e sensibilizzazione sui temi legati all’Amazzonia.

 


 © 2014 - Sara Balice

Per il testo integrale sul caso, si rinvia al blog "L'Ora Legale".