IGiurisprudenza delle impresen questa sezione sono ospitate le massime autorali alle sentenze e ordinanze dei Tribunali delle imprese realizzate a cura del portale Giurisprudenza delle Imprese.

In particolare, viene presentata una selezione di quelle che interessano specificatamente la materia della proprietà industriale ed intellettuale, con il rinvio al relativo testo integrale.


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Distinzione tra contratto d’opera e contratto di edizione-traduzione

Il .

Il contratto d’opera di traduzione ha per oggetto la traduzione in sé, indipendentemente da una eventuale pubblicazione e commercializzazione, ed è tipico delle traduzioni non creative, la cui “messa in circolazione” è lecita indipendentemente dal consenso dell’autore. Nel caso di traduzione creativa, lo sfruttamento dei diritti autoriali è condizionale alla stipula di un secondo contratto (di cessione degli stessi).

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Effetti dell’istanza di correzione del brevetto sulla concessione di provvedimenti cautelari ed onere di prova del titolare di modello non registrato

Il .

Ai sensi dell’art. 132, c. 1, c.p.i. i provvedimenti cautelari possono essere concessi anche in corso di brevettazione o di registrazione, purché già decorrano gli effetti del brevetto ex art. 53 c.p.i. La domanda pertanto, deve essere stata resa accessibile al pubblico o comunque notificata nella sua forma definitiva, completa di eventuali istanze di correzione presentate dal registrante.

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Tutela delle informazioni segrete: rapporto tra la disciplina della concorrenza sleale e quella ex artt. 98 e 99 c.p.i.

Il .

L’art. 2598 comma 3 c.c., quale norma c.d. in bianco, è applicabile anche qualora non sussistano tutti i requisiti degli artt. 98 e 99 c.p.i. in materia di informazioni segrete, ad esempio perché le informazioni aziendali altrui non siano adeguatamente protette: infatti, il rimedio di cui agli artt. 98 e 99 c.p.i e quello apprestato dalla disciplina della concorrenza sleale si modulano in un rapporto di complementarietà.

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Valutazione globale della contraffazione del marchio celebre

Il .

Tags: marchi

Un marchio parzialmente affine ad un marchio celebre non interferisce con quest’ultimo se la valutazione globale delle differenze fonetiche, visive e concettuali, unitamente alla relazione di non interscambiabilità tra i prodotti contrassegnati risultano in un rischio di associazione sufficientemente basso da precludere la confondibilità.

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Cautelare in materia di licenza di marchio: onere della prova e preteso inadempimento

Il .

Tags: marchi

Con riguardo alla violazione dell’art. 23 CPI, è onere di chi le invoca allegare e provare, data la tassatività delle ipotesi riconducibili al disposto dell’art. 23 CPI, le specifiche clausole del contratto di licenza violate e la loro ricomprensione tra quelle individuate dalla menzionata norma (cfr Corte di Giustizia, 23/4/2009, caso COPAD, secondo cui: “l’art. 8, n. 2, della direttiva prevede espressamente la possibilità, per il titolare del marchio, di invocare i diritti che esso gli conferisce, nei confronti di un licenziatario quando quest’ultimo viola talune clausole del contratto di licenza”; clausole che “sono enunciate nel summenzionato art. 8, n. 2 in modo esaustivo”).

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Protezione autoriale dell’opera a carattere religioso ed ambito di applicazione dell’eccezione di celebrazioni religiose

Il .

Il plagio di un’opera letteraria a carattere religioso non è legittimato dalle disposizioni di cui agli artt. 65 e ss. l.d.a. Le utilizzazioni libere devono rientrare nei parametri di cui all’art. 5 della direttiva 29/2001 CE, che alla lettera g) prevede la possibilità di limitare le esclusive di riproduzione e comunicazione al solo ambito delle “celebrazioni” religiose e non delle opere a carattere religioso tout court.

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Improcedibilità della domanda di mero accertamento di contraffazione nei confronti di un fallimento

Il .

Le domande di accertamento della titolarità dei diritti esclusivi e della loro violazione da parte della convenuta non sono procedibili ex art. 52 LF perché funzionali all’accertamento di un credito che può essere accertato solo nelle forme dell’insinuazione al passivo fallimentare, in base al principio dell’esclusività del rito speciale dell’accertamento del passivo.