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Gli ultimi esercizi del Prof. Sandri

100 esercizi di proprietà intellettualeÈ stato pubblicato in questi giorni l’ultimo libro di Stefano Sandri che, parafrasando il famoso Esercizi di stile di Raymond Quenau, (che constano, ad esser precisi, di una trama raccontata in novantanove modi diversi, ognuno in uno specifico stile di narrazione), porta appunto il titolo: 100 Esercizi di Proprietà Intellettuale, ed. Filodiritto.

L’opera raccoglie 100 temi di proprietà intellettuale tratti dall’osservazione dell’attualità e rivolti alla Click Community,  a  quel lettore non necessariamente addetto ai lavori, ma che intende restare al corrente delle novità e tendenze  sulla tutela della proprietà intellettuale nelle varie forme in cui si manifesta, attraverso una lettura agevole, essenziale e magari divertente, come quella del blog.

Giuristi, studiosi e ricercatori potranno poi convertire, se lo vorranno, quelle informazioni in conoscenze più approfondite, grazie ai completissimi quattro indici di riferimento.

Ve ne diamo un esempio:

Post-truth & IP

La forza delle parole. IP, o PI, sappiamo tutti che sta per Proprietà Intellettuale, ma quanti conoscono il significato di post-truth?

Ce lo spiega l’Oxford Dictionary che l’ha scelta "parola internazionale dell'anno" per il 2016. Si tratta di una situazione in cui "i fatti obiettivi sono meno influenti sull'opinione pubblica rispetto agli appelli emotivi e alle convinzioni personali": Brexit, TRUMP e l’italico referendum ne forniscono degli ottimi esempi. Oltre- la verità, appunto.

Ma il fenomeno è ancora più ampio, va dalla politica alla società, dal pubblico al privato. E’ il rifiuto della razionalità, del sistema, dell’autorità, del controllo e delle regole, tutte cose che si basano e presuppongono competenza, conoscenza e cultura in senso lato.

Eppure qualcuno, con supponenza pari alla fatuità, ha liquidato la cultura con la frase “con la cultura non si mangia”, che lo consacra ai posteri come l’autore, indiscusso, della più grossolana delle sciocchezze.

Ma è proprio così, in questo disgraziato momento storico, dobbiamo rassegnarci a celebrarne i funerali, per andare non si sa bene dove?

Ignazio VISCO (Bankitalia), che non mi pare sia l’ultimo dei coatti mobil- dipendente (imbecilli, li avrebbe graziosamente definiti Umberio ECO), scrive, in prospettiva futura :

Sempre più importanti saranno l'esercizio del pensiero critico, l'attitudine a risolvere i problemi, la creatività, la disponibilità positiva nei confronti dell'innovazione, la capacità di comunicare in modo efficace, l'apertura alla collaborazione. 

Servirà più cultura, (competenza, conoscenza) e bisognerà superare una buona volta e definitivamente la barriera che da noi separa la cosiddetta cultura "umanistica", da valorizzare, da quella "tecnico-scientifica", su cui investire.

Perché investire in cultura, in "conoscenza", è la risposta migliore che possiamo dare alle difficoltà di oggi e all'incertezza del futuro, consapevoli che finirà per ripagarci, con gli interessi.“

Se volessimo definire le connotazioni della Proprietà intellettuale o industriale credo che non potremmo adoperare parole più chiare ed emblematiche: creatività, innovazione, dinamicità, viste e vissute trasversalmente, inforcando i nuovi occhiali dell’interdisciplinarietà.

Chi pratica la proprietà intellettuale non deve cambiare più di tanto: deve solo ricordarsi dello straordinario patrimonio che si trova tra le mani per raccogliere le sfide del futuro.

Basta solo che ne sia consapevole.